Benedette le case editrici a pagamento e i tornei di calcio dei bar

Chi tra quelli che giocavano al calcio nei cortili non ha desiderato di arrivare in serie A e diventare un campione? Da ragazzini la serie B e la serie C erano considerate categorie di calciatori falliti.

L’obiettivo era la serie A. E magari anche la Nazionale.

Io sono stato uno scarso calciatore da seconda categoria, e ho fatto più partite in terza che in seconda nella mia carriera.

Ma non mi sono perso decine e decine di tornei estivi da bar. Quelli di quartiere, quelli CSI, quelli Uisp, quelli di NonSoChi e quelli di NonSoDove. Dando un piccolo contributo economico per la quota d’iscrizione al torneo e per il lavaggio maglie. Non mi sono perso una partita tra alunni contro professori e tra sede centrale contro sede distaccata. Ho elemosinato, fino ai 59 anni, la possibilità di scendere in campo per una ventina di minuti, cercando di non danneggiare troppo la mia squadra. Gli almanacchi Panini non mi hanno chiesto la foto. Gli annali del calcio e i processi televisivi non si sono mai occupati di me. Non posso dargli torto. Ero fisicamente forte e tecnicamente molto scarso. Ho avuto la carriera che meritavo. Ma l’assenza di San Siro o dell’Olimpico dai miei orizzonti non mi ha impedito di praticare il gioco del calcio. Perché rinunciare se non si gioca in serie A?

Che si fa? Passione è passione. Si smette di trombare solo perché le ventenni con la pancia piatta da ventenni e le tette da ventenni non ci rivolgono uno sguardo e ci si deve accontentare di signore più mature?

Ho 64 anni e da circa 23 ho deciso di ampliare le mie competenze. Non solo lettore ma anche scrittore. Ho iniziato a studiare per acquisire maggiori competenze e a rileggere con occhio diverso romanzi e poesie. Ho cercato di acquisire una consapevolezza ed elaborare un’ipotesi di scrittura che mi appartenesse. Prove. Soddisfazioni e insoddisfazioni. Giudizi positivi degli amici. Giudizi negativi degli amici. Una trafila che più o meno conoscono tutti. Poi ho tentato il grande balzo: la serie A. Privo dell’entusiasmo illusorio dell’infanzia, avrei accettato anche la serie B e la serie C.

Non ce l’ho fatta. Tanti i tentativi e tante le porte in faccia. Mi sono rimaste solo le categorie inferiori, meglio di niente. Ovviamente. Per varie ragioni, anche le categorie inferiori mi sono sfuggite di mano. Che fare? Smettere di scrivere o riempire i cassetti della scrivania di manoscritti (sarebbe più corretto dire file del computer, ma fa poco maudit) per i miei eredi?

Ho dirottato la mia passione sui tornei di calcio dei bar. Spero che la metafora non offenda nessuno.

Stampo con un’azienda book on demand. Stampo a volte 15 copie e a volte 50. Il prezzo è giusto e accettabile per un pensionato dello Stato italiano.

Devo smettere di scrivere solo perché Andrew Wylie non mi ha accettato (giuro di averci veramente provato) nella sua agenzia?

Benedette le case editrici a pagamento e i tornei di calcio dei bar.

Sandro Santori

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