I benefici della lettura

Fatto ormai tristemente noto. Leggiamo poco. Soprattutto in Italia, dove la percentuale degli individui disinteressati alla lettura (pur sapendo leggere e possedendo i mezzi per farlo, in inglese si fa riferimento al fenomeno col termine “aliteracy”) raggiunge circa più della metà della popolazione totale.

Eppure i vantaggi derivanti da quest’attività sono molti ed indiscussi. Fin dall’infanzia, per esempio, la lettura ad alta voce aiuta il bambino a sviluppare immaginazione, sensibilità e un miglior bagaglio linguistico (sia scritto che orale); tutte cose che potranno poi sostenerlo negli anni degli studi più intensi e complessi, alleggerendoli non poco. L’abitudine alla lettura, infatti, s’impara fin da piccoli. Una pratica che, se coltivata a dovere, rafforza capacità di riflessione e comunicazione, apertura mentale e inventiva.

La lettura di un libro dunque non consolida solo i rapporti con gli altri, rendendo in grado di esprimersi al meglio, aumentando informazioni, conoscenze e dando maggiore validità a contenuti e argomentazioni, ma consente anche uno speciale dialogo interiore. Conoscere se stessi attraverso la lettura di un libro è possibile, tramite un procedimento diauto identificazione; così come è possibile trovare risposte sulla propria vita, oltrepassando una porta che riesce ad introdurre in mondi nuovi, inesplorati. Si viaggia, si scopre e si impara, cogliendo tracce di un sentiero tracciato dall’autore ma al quale poter assegnare una visione e uno spazio propri.  Inoltre, il libro in sé, rappresenta una vera e propria compagnia, una possibilità di evadere “in sicurezza” o semplicemente di rilassarsi dopo una giornata faticosa.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è come sia dunque possibile che in tantissimi (soprattutto tra i giovani) scelgano di orientarsi verso altre forme di svago, certamente più dirette (come la televisione), ma meno ricche di contenuti. Di sicuro entrano in gioco molti fattori: livello di scolarizzazione, appartenenza socio-culturale, abitudine, interesse e via di seguito. Però è doveroso riconoscere al libro una serie di peculiarità che nessun altro strumento incarna su di sé con la stessa abbondanza e le stesse qualità.

“Li interrogo e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso e mi ricordano che i giorni corrono veloci e che la vita fugge via. Chiedono solo un unico premio: avere libero accesso in casa mia, vivere con me quando tanto pochi sono i veri amici.” (Petrarca su i libri)

Anche voi pensate che la lettura sia un momento importante e speciale? Dite la vostra!

3 luglio 2012 2 Commenti

2 Risposte a “I benefici della lettura”

  1. anteomnia

    3 luglio 2012 in 12:51 #

    Non potrebbe essere che speciale, al di là del genere, perché è importante l’argomento e il filone, la lettura è parte della mia vita. Ma prima di partire a puntare il dito a dire cosa e perché oggi limita la lettura, è bene che ricordi a me stesso che io sono stato anni senza leggere, e che solo negli ultimi quindici con frequenza quasi bimensile entro in una libreria. Non è un buon ritmo, ce ne sono di migliori, ma la lettura come altri lati della vita non si pesa a quantità e nemmeno con la qualità dei critici o delle classifiche ma col proprio gusto. Premessa doverosa prima di dire castronerie del tipo: oggi la frenesia mastica, inguirgita, lo smartphone, l’Ipad, l’Ipod, l’e-book… vent’anni fa non c’era nulla di tutto questo, eppure non leggevo, avevo finito il liceo, non potevo dire di non saper leggere o scrivere almeno in maniera comprensibile e con forma, eppure non leggevo. Per noia, per altri interessi, (lo sport, la musica). Poi durante il servizio militare mi sono appassionato per ovvie ragioni di molto tempo e nulla da fare alla lettura di genere spionistico- guerreggiante (concedetemi la catalogazione) per capirsi i Clancy e i Forsyth finché come erano variati i gusti musicali sono variati quelli letterari verso i Simenon, Camilleri, Lucarelli, Varesi, Carofiglio, Morchio. Gusti forse monotoni ma una letteratura di piacere e di evasione. Un genere che mi dica qualcosa, che mi stuzzichi, che mi costringa a tenere il filo teso della trama investigativa e quando arrivo in fondo posso dire “ci rivederemo”, come un bel film. Io credo, al di là di fattori di scolarizzazione o alfabetizzazione, e certamente al netto di influenze tecnologiche, la lettura debba avere la scintilla della casualità. In un dato momento per un caso eccezionale mi sono ritrovato per le mani un libro, l’ho letto, mi ha incuriosito e al termine sono andato in libreria a cercarne altri del medesimo autore. Così nascono le migliori biblioteche personali, che proprio perché personali sono ricche di noi. D’altronde quale migliore miccia se non la casualità incendia la vita?

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