“La Crociera”

nna Riviera (che ringraziamo tre volte) ci ha inviato un altro dei suo racconti… il progetto è sempre lo stesso, aspettiamo di conoscervi e di conoscere le vostre storie! Intanto, buona lettura

LA CROCIERA

Finalmente sarebbero stati in crociera. Aspettavano da tanti anni conducendo una vita abbastanza normale scandita dagli orari di ufficio, le solite scartoffie, il panino a pranzo scambiando le solite frasi con i colleghi, le solite battute e poi al solito orario il ritorno a casa. Non cambiava di molto perché anche in casa si faceva tutto in maniera uguale solo più comodamente, ci si metteva in vestaglia e pantofole, ascoltando preferibilmente la radio e dopo cena davanti alla televisione che conciliava il sonno.

L’indomani si ricominciava. Quell’anno, le loro abitudini sarebbero cambiate la sospirata crociera era arrivata. In casa cambiò tutto: la selezione degli abiti adatti per il pranzo, la cena, le passeggiate sul ponte, i costumi per la piscina, le scarpe da abbinare, i foulard, gli oggetti personali, il trucco per lei, le varie creme, le cravatte, i pullover e tanto altro, occupava i pomeriggi fino a notte tarda. Scrivevano a mano a mano che riempivano le due valigie per non confondersi, finché stanchi si coricavano e parlando e fantasticando sul viaggio che li attendeva, si addormentavano. Il giorno della partenza arrivarono puntuali all’imbarco e con sorpresa videro i loro colleghi che erano andati a salutarli. Baci e abbracci e salirono sulla nave che partì quasi immediatamente come se li avesse aspettati per muoversi. Teodoro e Ginevra, questi i loro nomi, felicissimi, furono guidati dal personale di bordo alla loro cabina con vista sul mare, deposero le valigie e uscirono subito per girare la nave, erano troppo contenti per rimanere in cabina e disfare le valigie, lo avrebbero fatto prima di coricarsi. Incontravano altri passeggeri si scambiavano i saluti e con molti di loro fecero subito amicizia e si ritrovarono seduti allo stesso tavolo per il pranzo e la cena. Parlarono di loro e di quanto erano emozionati per quel viaggio tanto atteso, gli altri li ascoltavano sorridendo, ogni tanto qualcuno interveniva per raccontare brevemente di sé. Il tempo della crociera era di quindici giorni. Avrebbero avuto tanto da fare, i negozi da visitare, la ginnastica, il parrucchiere, corsi di pittura e disegno ai quali Ginevra si iscrisse subito.

Teodoro si dedicò alla corsa assieme ad altri che come lui dovevano smaltire qualche chilo di troppo, e la sera, dopo cena, assistevano agli spettacoli teatrali: danze, canti, operette, giochi di prestigio e tanto altro, sempre nuovo e diverso, in effetti non avevano più un minuto libero erano sempre indaffarati e a notte inoltrata quando tutto taceva, si ritiravano nella loro cabina con vista sul mare e si addormentavano subito senza parlare ma felici mano nella mano. Quel contatto diceva tutto. Era già trascorsa una settimana e loro sempre più impegnati a fare questo a fare quello, lei con le amiche del momento e lui altrettanto, quando si incontravano si scambiavano uno sguardo sereno e continuavano il loro da fare; a pranzo e a cena fissandosi negli occhi e senza parlare si accorsero di comunicare più intensamente di ciò che avrebbero potuto dire con le parole non soltanto tra loro due ma anche con tutti gli altri ospiti, i pensieri di ognuno attraversavano le menti, fluttuavano nell’aria, si fermavano, riprendevano a scorrere, sentimenti, emozioni che insieme rappresentavano il tutt’uno. Le parole stavano diventando sempre più superflue.

Teodoro e Ginevra sentivano nuove emozioni, sensazioni mai provate, piacevolmente coinvolgenti. Trascorsero così i rimanenti giorni prima dell’arrivo a destinazione. La sera precedente mentre in cabina si vestivano per la cena di gala, ammirandosi di fronte allo specchio, guardandosi negli occhi, incrociarono i loro pensieri consapevoli di un cambiamento. Uscirono sul terrazzino della loro cabina: solo stelle e la luna piena che rischiarava il mare e nient’altro, nessuna luce che indicasse terra. Assaporarono il profumo del mare. Avvolti da emozioni sempre più intense, scesero nel salone addobbato per la serata finale, mano nella mano.

I passeggeri seduti ai loro tavoli e tutti in abiti eleganti, li accolsero con un applauso, uno di loro si avvicinò a Teodoro e Ginevra che si erano fermati all’ingresso del salone, e sorridendo li guidò al loro tavolo, poi prendendo un calice con del vino e ottenendo silenzio parlò: oggi è l’ultimo giorno della crociera con ospiti i nostri nuovi amici, in questo momento si sentono timorosi come è stato per ognuno di noi prima di intraprendere il nostro viaggio personale: aprì un grande tendone e dalla grande vetrata del salone si videro le luci del porto che indicavano l’arrivo. Teodoro e Ginevra tornarono in cabina al termine della serata, allegra, bellissima ed emozionante per preparare le valigie ed essere pronti per lo sbarco. Dormirono serenamente. La mattina successiva scesero dalla nave e s’incamminarono verso la città, di contro arrivava un gruppo di persone, dovevano imbarcarsi.

Teodoro e Ginevra li guardarono e si guardarono, i pensieri fluttuarono, un filo rosso li legava alla nave, la loro vita non sarebbe stata più la stessa e tornarono indietro. I passeggeri li aspettavano e loro aspettarono il nuovo gruppo.

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