Ad ogni età il suo libro

C’è un’età giusta per leggere determinati tipi di libri? E se sì, qual è?

Un recente articolo dell’Huffington Post per esempio ha affrontato l’argomento “libri da leggere per le ventenni” e, ancora, come dimenticare la famosa lista stilata dalla BBC qualche anno fa con tutti i libri favoriti dai sudditi di sua maestà (e rimaneggiata per diventare poi la ben più nota “lista dei titoli assolutamente da leggere” – addirittura – in tutta una vita). Inoltre abbiamo affrontato e discusso anche qui quali sono gli aspetti positivi e i diversi benefici legati alla lettura, soprattutto se questa viene praticata con costanza, fin dalla più tenere età, tanto che è ormai assodato:  l’attività della lettura dovrebbe rappresentare uno degli elementi primari nella cura e nell’educazione di un bambino, quale strumento privilegiato nella formazione dell’identità e della crescita personale.

Ma poi? Man mano che si va avanti e si cresce, il bambino diventa un giovane adulto e acquisisce l‘autonomia che gli consente di decidere e compiere delle scelte, anche in ambito letterario. La scuola svolge un ruolo senza dubbio importante, anche se l’ambiente familiare resta e resterà fino al totale raggiungimento dell’indipendenza, il fulcro, il perno essenziale. Ebbene, in questa fase cosa si può considerare giusto o sbagliato? Come poter valutare se un libro è più adatto rispetto ad un altro (magari sulla base di un linguaggio troppo complesso e forbito, o perché al centro ci sono tematiche poco adatte, maggiormente connesse alla sfera dell’età adulta)?

Sicuramente, libri maggiormente “formativi” e eccellenti nello smuovere processi di identificazione positivi rappresentano la scelta più usuale e vincente (in molti, soprattutto giovani adolescenti hanno più volte portato alla luce lo straordinario potere accrescitivo della letteratura, ad esempio attraverso romanzi come “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger), con tutti i dovuti distinguo anche tra maschi e femmine (differenze delle quali parleremo in uno dei prossimi post).

Senza contare poi che assieme ai libri, col passare dell’età, si modificano anche le modalità stesse di lettura e fruizione. Quello che da piccolo è un libro “interattivo”, stimolante anche da toccare (quasi fosse un vero e proprio gioco, strumento magico e simbolico) lascia il posto ai grandi volumi, per poi tornare ad essere interattivo e “immateriale” su e-reader e tablet.

E voi? Che idea vi siete fatti in proposito? :)

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