E-pub all’università? Assolutamente sì!

L’e-pub, meglio noto come “pubblicazione elettronica” o formato elettronico. Ancora poco usato dagli editori, lo è ancor meno dai fruitori che – forti di un amore destinato a morire non troppo presto – rimangono saldamente fedeli alla materia.

Nonostante sia diventato ormai lo strumento preferito per realizzaretesti digitali, leggibili su più e diversi device, la reale portata di questo standard non è stata ancora del tutto compresa.

Abbiamo affrontato il tema diverse volte in questo blog, oggi, però, ci piacerebbe concentrarci su un dettaglio interessante, qualcosa che va al di là della lettura intesa come momento di svago che ci si può concedere o meno. Parliamo dello studio sui testi e della dura (e dispendiosa) vita dello studente universitario medio.

Solo alcuni professori riescono infatti ad avere una dimistichezza tale da lavorare su file PDF che poi passano agli studenti, studenti che però spesso e volentieri – per praticità e abitudine, molti non possono fare a meno di sottolineare con mano, ad esempio – fanno stampare il tutto nelle ben note copisterie, a costi spesso tutt’altro che contenuti.

A parte l’utilizzo del pc (non sempre praticabile) se le dispense e i libri fossero riversati in digitale e fossero poi semplicemente reperibili e scaricabili online su mezzi specifici, come gli e-reader (ne esistono tantissimi modelli assoutamente low-cost) quanti soldi in media potrebbero essere risparmiati in anni e anni di studi che spesso comprendono uscite considerevoli per i fuori sede tra casa, spostamenti, spesa e varie ed eventuali?

Non solo. Non dovensosi portare appresso l’equivalente di una mini-libreria (con tanto di mensole ci verrebbe da aggiungere :D ) ne gioverebbero senza dubbio anche schiena, fisico e umore!

Si è fatto un gran parlare negli scorsi mesi dell’introduzione dei tablet nelle scuole (il Ministro Profumo è stato anche aspramente criticato, più che altro perché, dato il sistema scolastico italiano attuale, bisognerebbe prima risolvere e ammodernare aspetti basilari che in molti altri paesi europei costituiscono una già consolidata realtà); il concetto di accesso universale alla conoscenza e alla cultura è diventato un tema ancora più caldo e le domande e le riserve restano comunque tante.

Noi aspettiamo con impazienza il giorno in cui tutti sapranno masticare questa materia e, soprattutto, lo faranno con piacere. E voi? :)

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