Inizio, svolgimento, fine: e voi da dove partite?

Non posso fare a meno di pensare che gli scrittori di romanzi, in genere, possano, di tanto in tanto, trarre profitto dagli insegnamenti dei cinesi che, malgrado costruiscano le loro case in pendenza, hanno sufficiente buon senso di iniziare i loro libri dalla fine.

Edgar Allan Poe

Come suggerisce Poe non è detto che una storia debba essere per forza scritta partendo dall’inizio. Non credete?

Spesso la fine rappresenta, paradossalmente, non solo un punto di partenza ma l’obiettivo al quale tendere, il dipanamento di quanto detto e il tema centrale dell’intera vicenda. Dunque non stupisce pensare di poter costruire un libro intero partendo proprio dalla sua conclusione che, a ritroso, ricostruisce il susseguirsi di vicissitudini. Non sono pochi gli esempi di libri che, proprio partendo dalla fine si sono sviluppati quasi al “contrario”, invertendo principio e conclusione. I classici romanzi con flashback iniziale.

E’ vero questo come pure il fatto di poter partire, per esempio, da un titolo, o parola o traccia iniziale (ricordate il nostro pezzo sugli incipit famosi?). Nessuna percezione di una storia in senso lato ma solo un qualcosa di evocato da un flash, un lampo concettuale dal quale far partire il dispiegamento di tutti gli eventi. Non sono rari i casi di concorsi letterari che, proprio partendo da un input iniziale lapidario e definito, mirano a fornire visioni differenti, sfumature peculiari proprie delle visione di ciascuno scrittore e del suo lavoro.

Poi ci sono le storie che hanno un corpo centrale, un nodo, un fatto, che l’autore deve contestualizzare fornendogli un prima e un dopo. Come si è arrivati fino a quel punto? E da lì in poi come evolverà la storia? Questa rappresenta un po’ la tecnica più battuta visto che una storia, per essere tale, deve avere qualcosa da offrire al lettore, deve fornirgli l’avvenimento sul quale costruire l’interesse e la passione necessari e propri del leggere.

Da qualsiasi punto si voglia partire e in qualsiasi modo si voglia organizzare… qual è il vostro metodo? E è sempre lo stesso o cambia ogni volta? :)

ps. se state pensando di pubblicare col print on demand ma non sapete da che parte inziare, non mancate alla chat con Simone di Stampalibri.it questo venerdì!

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