Libri e Cinema, una buona relazione?

Come promesso non vi lasciamo soli neanche in vacanza. :)

Così eccoci qui per parlare di un argomento già affrontato nel forum, ma che volevamo riproporre per aggiungere qualche considerazione in più. Quello dei libri e del cinema è un connubio che funziona?

Gli esempi sono tanti e i più disparati. Partendo dai grandi classici, già resi sullo schermo diversi anni fa, fino alle più recenti trasposizioni, nate quasi contemporaneamente ai libri che le hanno ispirate: daPiccole Donne (il libro di Louisa May Alcott è uscito nel 1868, da allora i film realizzati sono stati almeno tre) al più recente Harry Potter(l’ultimo adattamento cinematografico, tratto dal settimo romanzo della saga di J. K. Rowling, è uscito solo tre anni dopo la sua messa in commercio), da Farenheit 451 (poco più di dieci anni di distanza tra il lavoro di Ray Bradbury e quello di François Truffaut) al Codice Da Vinci (anche qui, non più di tre anni separano l’uscita del best seller di Dan Brown da quella del film omonimo di Ron Howard).

Ma cosa scatta quando si decide di rendere una storia concepita per essere narrata per iscritto e per affondare poi le radici nelle menti dei lettori che la rendono propria – ognuno secondo la propria storia – in qualcos’altro, in qualcosa di visivo che, alle volte, si discosta dal libro stesso e finisce in ogni caso per omologare sensazioni, impressioni e quant’altro in qualcosa di meramente più oggettivo?

Sorvolate le singole soggettività e le reinterpretazioni personali, ci si trova di fronte a qualcosa di diverso che, avvalendosi del linguaggio diretto e completo del cinema, mostra e svela la storia non più solo narrata, ma resa e interpretata secondo specifici canoni; non più solo emozionali ma anche stilistici.

Così come nel forum, lanciamo anche in questo spazio del blog il quesito a tutti voi. Cosa ne pensate? Cosa preferite? :)

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